glossario

2.23.2006

Wiki? Piacere di conoscerla!!

Wiki? Piacere di conoscerla!!

Sapete quante volte ho letto il termine wiki? Prima del nostro corso, forse inconsapevolmente 3 o 4 volte, durante il corso almeno 10!
Poi ho ascoltato spiegazioni, ho letto informazioni qua e là e …. ancora il buio…..
Ricerca breve (http://it.wikipedia.org/wiki/Wiki), ma testo esaustivo e lunghissimo.

Lasciando da parte tutto quanto di tecnico c’è dentro, cerco di sintetizzare e di trasmettervi le notizie che mi hanno fatto pensare “ah, ora ho capito e mi ricordo cos’è”.

Un wiki è un sito web !!!

Può anche essere:
· una collezione di documenti ipertestuali che ogni utilizzatore può sviluppare aggiungendo contenuti, come in un forum, o modificando quello che altri autori hanno già inserito;
· un software collaborativo utilizzato per creare un sito web;
· un modo di essere (suona male, ma è anche questo in base alla sua etimologia).

Tentando di capire a cosa fossero legate le lettere della parola, a quale strana combinazione di termini, a che sigla potesse corrispondere, ho pensato: “lo cerco!”…. ed ecco la cosa più carina che mi ha fissato in mente termine, significato e PRONUNCIA!!!

“Wiki wiki deriva da un termine in lingua hawaiana che significa "rapido" oppure "molto veloce". A volte wikiwiki o WikiWiki o Wikiwiki sono usati al posto di wiki. La storia che ci racconta wikipedia è carinissima e ci riporta al padre del primo wiki, Cunningham, che si ispirò al nome "wiki wiki" usato per i bus navetta dell'aeroporto di Honolulu. Wiki wiki fu la prima parola che egli apprese nella sua prima visita alle isole, quando un addetto dell'aeroporto lo invitò a prendere un "wiki wiki bus" operante tra i vari terminali. Citando Cunningham: "I choose wiki-wiki as an alliterative substitute for quick and thereby avoided naming this stuff quick-web." ([[1]]).”
Seguendo la pronuncia inglese, il termine wiki si dovrebbe pronunciare "uiki" ma - in quanto parola di origine hawaiana - sarebbe maggiormente corretto pronunciarlo "viki", come accade nell'idioma parlato in tali isole.

Ancora da wikipedia veniamo a sapere che il software wiki è nato nel design pattern di comunità web come una soluzione per scrivere e discutere pattern languages. Il Portland Pattern Repository è stato il primo wiki, creato da Ward Cunningham nel 1995 ([[2]]). Cunningham ha inventato il nome e il concetto wiki e ha prodotto la prima implementazione di un motore wiki.

Poi alla fine del XX secolo, i wiki sono stati considerati come una strada promettente per sviluppare le basi di una conoscenza pubblica e privata ed è stato questo potenziale ad ispirare i fondatori del progetto dell'enciclopedia elettronica che utilizza la tecnologia wiki: Wikipedia è stata lanciata nel gennaio 2001. Attualmente la Wikipedia inglese è il più grande wiki seguita da quella tedesca. Il quarto più ampio wiki è Susning.nu, un "language knowledge base" svedese che utilizza un software UseMod.

Un wiki permette di scrivere collettivamente dei documenti in un semplice linguaggio di markup usando un web browser.

Poiché la maggior parte dei wiki sono basati sul web, il termine "wiki" è di solito sufficiente. Una singola pagina in un wiki è chiamata "pagina wiki", mentre l'insieme delle pagine, che sono usualmente strettamente interconnesse, è chiamato "il wiki".

Una caratteristica distintiva della tecnologia wiki è la facilità con cui le pagine possono essere create e aggiornate.

Generalmente, non esiste una verifica preventiva sulle modifiche, e la maggior parte dei wiki è aperta a tutti gli utenti -- o almeno a tutti quelli che hanno accesso al server wiki. In effetti, perfino la registrazione di un account utente non è sempre richiesta.

I Wiki sono un mezzo completamente ipertestuale, con una struttura di navigazione non lineare. Tipicamente ogni pagina contiene un gran numero di link ad altre pagine.

Data la relativa semplicità del concetto di wiki, sono state sviluppate un gran numero di implementazioni, nei più svariati linguaggi di programmazione.

…e mi sa che tecnicamente mi sono dilungata anche troppo!!
Se volete saperne di più:
http://it.wikipedia.org/wiki/Wiki

2.22.2006

BLOGGER, BLURKER, TROLL e altri...

Partendo da quanto scritto sul WEB LOG e sulle sue caratteristiche di condivisione e collaborazione, ho fatto una piccola indagine sulle figure che ruotano attorno a un blog e tra le altre, oltre al BLOGGER, http://www.it.wikipedia.org/wiki/blogger inteso come colui che crea un proprio blog e lo gestisce da solo o con altri, ho trovato anche BLURKER e TROLL.

Il BLURKER, perfetto neologismo nato dalla fusione di blog e lurker, è colui che va in giro per blog, osserva, legge ma non commenta, insomma non sperimenta l'aspetto legato alla collaborazione e alla condivisione caratteristica del blog.
Il termine lurker, infatti dall'inglese to lurk, vuol dire proprio nascondersi, tenersi in disparte, celarsi. Insomma un osservatore nascosto e muto.
P.s. su wikipedia alla voce BLURKER non c'è nulla!

Il TROLL, http://www.it.wikipedia.org/wiki/troll utilizzato anche in italiano per riferirsi a un gigante mitologico, alquanto bruttino e cattivello, è riferito a chi scrive nei blog commenti provocatori solo ed esclusivamente per creare confusione (in fondo anche nei forum ci sono alcuni che si "divertono" a provocare e a disturbare), ma dal momento che i blog, al contrario dei forum, non hanno moderatori, bisogna stare attenti con le impostazioni da dare per i commenti ai post!!

Per eventuali ricerche si rimanda al glossario sulla home page del seguente sito http://www.blogitalia.it

MOBLOG E PHOTOBLOG

Al di là della curiosità legata ai neologismi della blogosfera, vorrei tentare di dare una definizione di Moblog e Photoblog, ossia due varianti differenti, ma per certi versi simili di un blog, ossia comunicare qualcosa con modalità, in questo caso tecnologica, differente, o da altro punto di vista, sfruttare le tecnologie esistenti per scopi differenti da quelli propriamente di pertinenza.

Per MOBLOG, fusione di MOBILE e BLOG, si intende un blog che contiene solo fotografie, che si possono inviare e aggiornare utilizzando il telefono cellulare (mobile-phone) dotato di fotocamera.
Utilissimo per esempio durante un viaggio, per poter aggiornare in tempo reale il proprio blog!!
Esistono dei servizi di hosting (alcuni a pagamento dopo il primo anno di utilizzo), dove ci si può registrare e creare il proprio moblog.
Cercando nella blogosfera, ho trovato per esempio che esistono diversi usi di questo sistema: dalla rete BBC che lo utilizza per i servizi giornalistici, agli agenti immobiliari che fanno "visitare" case ai loro clienti, dai medici inglesi che prestano i primi soccorsi durante incidenti, ad alcune case di produzione cinematografiche che anticipano trailers dei film in uscita....
Mi viene in mente l'utilizzo nella gestione di lezioni a bambini ospedalizzati, per esempio.
L'unico neo, se così si può dire, è l'utilizzo improprio di alcune immagini, la legge sulla privacy oramai imperante su tutto e il copyright.

Un PHOTOBLOG, in questo caso fusione di foto e blog,rispetto al MOBLOG, oltre a foto contiene anche testi di commento.
Per chi vuole curiosare, può provare http://www.picturephoning.com dove esistono dei veri e propri moblog tematici e settoriali.
Mentre http://www.buzznet.com è uno dei tanti servizi di hosting gratuiti per Moblog e Photoblog.

2.19.2006

Ontology - Metadata

Cercherò di dare una definizione moolto semplificata di ontology o ontologia (origniariamente lo studio metafisico dell'essere o dell'esistenza - roba da niente :-0 ).

Nel mondo dell'intelligenza artificiale (informatica) un'ontologia è "il tentativo di formulare uno schema concettuale esaustivo e rigoroso nell'ambito di un dato dominio" (
wiki.it). Secondo Tom Gruber della Stanford University un'ontologia è "la specificazione delle concettuallizazioni che si usa per agevolare la condivisione di conoscenza tra programmi e essere umani." (whatis) Aiuta a definire il vocabolario comune per rappresentare la conoscenza condivisa. (netlingo)

E' interessande notare che nella definizione poi di metadata viene detto "è più corretto parlare di ontology oppure schema piuttosto di metadata quando le informazioni hanno una struttra gerarchica." (wiki.com) Metadata sono i dati che descrivono i dati, le informazioni che descrivono qualcosa perché possa venire catalogata ed essere facilmente trovabile. Nel mondo della world wide web è fondamentale che ci sia metadata per ritrovare informazioni nei vari repositori, server, ecc. (Quelli che fanno i Learning Objects ne sapranno qualcosa in più perché i metadata sono un punto fondamentale ma anche molto controversa del mondo LO.)

Tutti e due i termini a mio avviso trattano la descrizione sistematica degli oggetti della conoscenza per la loro condivisione in un mondo virtuale basato su una rete di comunicazione.

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Ontology - Metadata

Cercherò di dare una definizione moolto semplificata di ontology o ontologia (origniariamente lo studio metafisico dell'essere o dell'esistenza - roba da niente :-0 ).

Nel mondo dell'intelligenza artificiale (informatica) un'ontologia è "il tentativo di formulare uno schema concettuale esaustivo e rigoroso nell'ambito di un dato dominio" (
wiki.it). Secondo Tom Gruber della Stanford University un'ontologia è "la specificazione delle concettuallizazioni che si usa per agevolare la condivisione di conoscenza tra programmi e essere umani." (whatis) Aiuta a definire il vocabolario comune per rappresentare la conoscenza condivisa. (netlingo)

E' interessande notare che nella definizione poi di metadata viene detto "è più corretto parlare di ontology oppure schema piuttosto di metadata quando le informazioni hanno una struttra gerarchica." (wiki.com) Metadata sono i dati che descrivono i dati, le informazioni che descrivono qualcosa perché possa venire catalogata ed essere facilmente trovabile. Nel mondo della world wide web è fondamentale che ci sia metadata per ritrovare informazioni nei vari repositori, server, ecc. (Quelli che fanno i Learning Objects ne sapranno qualcosa in più perché i metadata sono un punto fondamentale ma anche molto controversa del mondo LO.)

Tutti e due i termini a mio avviso trattano la descrizione sistematica degli oggetti della conoscenza per la loro condivisione in un mondo virtuale basato su una rete di comunicazione.

Creative Commons

Aggiungo al nostro glossario "Creative Commons" e "copyleft", la prima un'organizzazione, la seconda un concetto, tutte e due molto importanti nel mondo "open" che caraterizza la blogsfera. Il concetto di copyleft nasce dall'esigenza di superare i limiti imposto dal copyright. (gioco di parole: il copyleft/sinistra rovescia il concetto del copyright/destra) Nella concezione "open" dello cyberspazio la conoscenza aumenta e cresce solo se dividiamo e condividiamo, solo se ci diamo la possibilità non solo di vedere (copyright) ma di modificare, riprodurre e riutilizzare (copyleft). Prima ci sono state delle licenze per difendere questi diritti "aperti" dello software ma non per altre opere originali di altro tipo, per es. arte, letteratura, ecc.

Qui nasce Creative Commons. Un famoso professore americano (Lawrence Lessig) ha dato inizio a questa organizzazione che ha sviluppato vairie licenze che danno a chi applica una licenza alla propria opera la possibilità di decidere quello che gli altri possono e non possono fare con la sua opera. Per esempio, le foto che pubblico in Flickr adesso sono coperte da una licenza Attribution-NonCommercial-NoDerivs che dà il permesso agli altri di utlizzare le mie foto solo nella stessa forma orginale (NoDerivs), l'obbligo di citare sempre la fonte(Attribution), cioé il mio sito Flickr, e il divieto di utilizzarle a scopi commerciali(NonCommercial).

Non solo possiamo pensare di applicare le varie licenze Creative Commons a quello che stiamo producendo, ma se cerchiamo altri materiali da utilizzare nei nostri blog possiamo scegliere foto, testi, ecc. coperti da licenze Creative Commons che ci danno il diritto di utlilizzarli. In questo modo rispettiamo le filosofie "open" di tutti questi programmi che stiamo utilizzando e ci evitiamo il rischio di problemi con il copyright!

Per informazioni:
applicare queste licenze alle tue foto in Flickr
il sito della Creative Commons
traduzione italiana del testo originale della Free Software Foundation su cos'è copyleft (solo software)
e ovviamente il nostro fedelissimo wikipedia

2.17.2006

glossario

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La “Italian” Blogosfera

Ho fatto una piccola ricerca per trovare qualche glossario in italiano sulla blogosfera, e malgrado nulla sia comparabile alla Wikipedia, qualcosa (e anche di carino ed immediato) c’è!

Ecco cosa ho trovato:


www.rss-world.info/glossario

Si tratta di un “Glossario di sigle, acronimi e termini informatici legati a blogosfera e feed”.
La pagina del glossario è molto chiara, vengono visualizzate tutte le lettere dell’alfabeto e i termini contenuti in ciascun contenitore di informazioni (in totale, 39 termini)
Da visitare… ed in più c’è anche un aggiornamento all’indirizzo

http://www.rss-world.info/glossario/sigle_e_acronimi/



www.pc-facile.com/glossario/blogosfera

Il glossario è molto corposo, aggiornabile, integrabile, ma oltre ai termini relativi alla blogosfera contiene la terminologia dell’informatica in generale, quindi per (noi!) / i neofiti bisogna fare una ricerca nella ricerca!

Per questo lo consiglierei solo per ricercare termini di cui già si conosce l’esistenza (per capirci, non è una cassetta del pronto soccorso… chiavi in mano!!).

E’ comodo, comunque, il servizio “Cerca anche su: Google, Wikipedia…”, attivo per ogni termine.

Il sito può essere interessante per l’aggiornamento sulle neo-definizioni, per le news sul mondo dell’informatica e i forum su argomenti vari.
Al limite un saltino……



www.glossario.freeonline.it

Si tratta sempre di un servizio di “PC-facile”, per cui è simile a quello appena descritto.
Se proprio siete curiosi……



www.blogitalia.it/blog_glossario.asp

E’ un blog esteticamente molto carino e piacevole da vedere! E’ una lista con definizione immediata dei “termini più utilizzati” nel mondo dei blog (a cura di Tony Siino), quindi scelta lessicale già effettuata e significato immediatamente evidente.
Da visitare…. (La stessa lista è presente in guida.iobloggo.com/glossario.ph)



www.wordpress-it.it/wiki/Main/Glossario

Si tratta di un glossario che riporta termini relativi alla sola Blogosfera, è chiaro e lineare, con utili richiami ad altri termini correlati alla parola che si sta analizzando.
Da visitare….



http://www.blogcomo.com/aggregatore/?page_id=431
Glossario simile ai precedenti, ma con qualche integrazione.
Forse utile per controlli incrociati….




www.blogtools.it

Molto carina la Home Page. A circa metà pagina, a destra, mi ha divertito la dicitura che compare:

“Glossario
Permaqua e permalà, post, contropost.
Inglesismi ovunque.
Ecco un elenco di tutte le parole
che devi sapere per non sembrare un neofita”

Mi ha incuriosito il tipo di approccio, che “sdrammatizza” ed ironizza un po’ sui termini creandone di divertenti.
Il tasto Leggi tutto, però, non ha funzionato….
Forse voi sarete più fortunati…..


Poi, per finire, HO TROVATO….. NOI!!!!!!
www.bloglines.com/relatedfeeds?siteid=4504195
Glossario collaborativo sui termini della blogosfera http://glossario.blogspot.com!!!!!!!!!!
Visitatelo!!!!!! ;-) :-D :-D

2.16.2006

OPML


Acronimo di Outline Processor Markup Language.
L'OPML è formato XML inizialmente concepito per indicare elenchi di dati organizzati gerarchicamente. Data questa struttura l'OPML si è diffuso come formato per l'importazione/esportazione di elenchi di feed ed URL, come ad esempio l'esportazione dei preferiti da un lettore di RSS o la creazione di un blogroll.
(Riferimento: http://www.rss-world.info/glossario/o/opml.php )

Nelle mie ricerche sono riuscito a trovare in http://paolo.evectors.it/italian/2005/07/28.html weblog di Paolo Valdemarin fondatore della Evectors che è un’azienda di Comunicazione per l' Informatica, ulteriori informazione sul significato e sull'uso dell'OPML.
Riporto di seguito gli aspetti che ritengo più interessanti. In sintesi si sostiene che con OMPL si possono realizzare due eventi:
  1. Gestire un blog
  2. Instant outlining

Per la gestione del blog le cose sono molto semplici: scaricando OPML viene creato un account per voi su un apposito server. ( un download puo essere fatto da http://support.opml.org/download ). Attraverso semplici procedure si può realizzare un blog su cui viene rapidissimamente riportato tutto quello che scrivete in un outline. Uno dei vantaggi dell'OPML è la rapidità: quello che viene scritto sul vostro computer viene "caricato" (il termine è upstreaming) sul server in tempo quasi reale. Inoltre, c'è una directory sul vostro computer che viene continuamente osservata dal programma ed i cui contenuti vengono automaticamente caricati sul server. Volete mettere on-line un'immagine? Non dovete fare altro che metterla in questa directory ed entro pochi secondi sarà nel vostro blog.

Con l'instant outlining ogni utente crea un outline dove scrivere i propri contenuti. Questo outline viene automaticamente caricato su un server con il sopra descritto processo di upstreaming, quando si scrive nel proprio outline la versione on-line dello stesso viene replicata quasi istantaneamente. Con OPML ci si può iscrivere, per esempio, agli outline di colleghi o di comunità di pratiche, e ogni volta che questi vengono aggiornati OPML mi avvertirà con un beep e mostrerà il nome del mio amico in grassetto. E' veloce quanto l'instant messaging e consente di unire i vantaggi degli outline alla collaborazione.

In Wikipedia versione italiana non soo riuscito a trovare nessun riferimento a riguardo OPML. Forse potrebbe essere una buona occasione per proporre noi qualche suggerimento in merito.

Gianni

2.15.2006

Permalink

Da Wikipedia un permalink (contrazione della frase inglese "permanent link") è un tipo di URL che si riferisce ad una specifica informazione implementato in modo da non cambiare o almeno per rimanere lo stesso per lunghi periodi di tempo. Il termine è spesso impiegato nell'ambito dei weblog per indicare il link ad un determinato post.
La stabilità dei link è una proprietà auspicabile quando è probabile che i contenuti vengano citati e ne venga fatto un collegamento da fonti esterne all'organizzazione originale oppure quando nell'ambito della stessa organizzazione la complessità del sito web cresce oltre le poche pagin. In particolare, nell'ambito di grossi siti commerciali gestiti mediante Content Management System che si appoggia ad un database è necessario definire delle politiche di progettazione degli URL e di permanenza dei collegamenti. (Riferimento http://it.wikipedia.org/wiki/Permalink ).

I seguenti riferimenti sono stati reperiti in http://www.wordpress-it.it/ che è un sito che permette di creare un blog acquistando un dominio proprio e hosting a pagamento.
  1. In http://www.wordpress-it.it/wiki/Main/Glossario#P si descrive il Permalink in modo molto sintetico e simile a quello di wikipedia e che quindi non riporto.
  2. In http://www.wordpress-it.it/wiki/Main/UsingPermalink si delinea come utilizzare i permalink sotto il profilo tecnico.
  3. In http://www.wordpress-it.it/wiki/Main/IntroBlog#Permalink si trova delineato il significato di Permalink gradevoli (gredevoli perchè ben strutturati e quindi facilmente recuperabili nel web). L'aspetto interessante in questo caso è la diretta associazione al mondo dei blog. In particolare, si sostiene che " I permalink sono gli URL permanenti ai singoli post del tuo blog, alle categorie e ai post pubblicati su altri blog. Un permalink è ciò che un altro blogger userà per fare riferimento a un tuo post. In particolare, quando sono usati per creare un link verso un singolo articolo, una volta che è stato pubblicato, l'URL deve rimanere sempre lo stesso."

Gianni

Atom

Apprezzo molto l'osservazione di Rosanna sulla mia lingua e sono completamente d'accordo. E' relativamente facile in inglese creare parole nuove. (sapevate cosa vuol dire "log"? Vuol dire "tronco di un albero" o "diario a bordo", quelli che si usavano sulle navi)

Io invece mi sono incuriosita sulla parola Atom proprio perché è già una parola esistente. Siccome conosciamo tutti cos'è un atom, volevo sapere se, per esempio, fosse un linguaggio o un unità o un qualcosa più piccola di altre cose esistenti. La risposta è no. Da quanto è capito è semplicemente un documento XML come RSS per la sottoscrizione di cotenuti sui blog, giornali e altri fonti syndicated e forse in futuro per la pubblicazione. Sta diventando uno standard aperto. Attualmente i formatti per i feed più comuni e usati sono RSS 2.0 e Atom 1.0. Non ho ben capito la differenza tra i due foramtti.

Come sempre alla scoperta di una definizione si trovano tante altre parole nuove. Quella che vorrei citare adesso è IETF (Internet Engineering Task Force). E' un'organizzazione internazionale che lavora, tra le altre cose, per la creazione di standard per l'Internet. E' diversa da altre strutture simili perché così come dovrebbe essere il world wide web, è una struttura aperta.

Vado via per lavoro per 3 giorni. Continuerò le ricerche questo fine settimana.

2.14.2006

Web log

Prova di creazione voce glossario: web log



Scusate la banalità, ma vorrei iniziare proprio con una valutazione del termine blog, ossia la contrazione di web log e di quanto sia facile per la lingua inglese (spero di non essere contraddetta dai madre lingua) riuscire a creare termini sintetici e perfettamente calzanti che tradotti in altra lingua perdono del tutto la loro specificità, informalità e immediatezza di comprensione.
Non per nulla si definisce l'inglese come la lingua del "fare", riferendosi alla sua capacità di creare neologismi perfettamnete ad hoc con i continui canbiamenti socio-economici-tecnologici.
Il termine Web oramai lo conosciamo da tempo, anzi molto spesso lo sento riferire a tutta la rete e/o a tutto ciò che ha a che fare, più o meno impropriamente con il mondo di Internet.
Il log invece era appunto (come anticipato da Sarah) il diario tenuto a bordo delle navi, quindi una sorta di resoconto quotidiano, preciso, dettagliato della vita di bordo, quindi il giornale di bordo a cui fare riferimento per tutto.
Proprio per questo le metafore del blog sono molto legate ai termini tipici della navigazione.
Di conseguenza quale termine migliore di WEB LOG e quindi BLOG, per questa nuova forma di comunicazione testuale e non solo?
Diario di bordo personale da condividere con altri...veloce, informale, gratis, facilmente accessibile e sottoscrivibile, modificabile e riusabile (modalità del clipping); e come ogni diario può trattare argomenti di qualsiasi genere e dal momento che può essere pubblico diventa prodotto di interazione, di collaborazione, condivisione e di scambio continuo.
Ho già fatto una riflessione nel mio blog sulla dimensione privata del diario che in questo caso diventa pubblica e accessibile (http://bloglines.com/blog/Susie63)
Vorrei concludere con un proverbio che ho trovato "Roll my log and I'll roll yours" che in italiano corrisponde al nostro "una mano lava l'altra" una sorta di do ut des.